Vicolo degli artisti

Non sempre, per trovare arte, bisogna andare dall’altra parte della Terra. A me basta attraversare la strada. Proprio di fronte a casa mia c’è un vicoletto (Via Vincenzo Monti) pieno di ceramiche create da artisti provenienti da tutt’Italia e da paesi stranieri.

 

L’idea è venuta al signor Verardo, che conosco di persona. In occasione delle Colombiane del 1992, contattò ceramisti di ogni dove per decorare i muri di questo stretto passaggio. Molti bambini lo definiscono il museo all’aperto di Pegli. Anche io, da molto piccola, rimanevo incantata da un’opera in particolare: questa qua giù.

Più o meno al centro della composizione c’è una pietruzza di un blu quasi verde che volevo sempre toccare con un dito, ma dato che non ci arrivavo la mamma mi doveva prendere in braccio.

Non so il motivo per cui mi piacesse ma, come succede con certe altre opere d’arte, ci si rimane incollati senza capirne la ragione. Forse è proprio perché l’arte non è ragione e perfezione. Non è un’espressione matematica, dove bisogna seguire precise regole. Per questo, quando mi chiedono di fare un esercizio di arte mi ribello.

 

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